Avevamo visto un sottoinsieme particolare delle Matrici ortogonali, che rappresentava le rotazioni attorno ad un asse di rotazione:
Notiamo che lo spazio delle matrici di rotazione non è altro che un sottoinsieme dello spazio delle matrici ortogonali . In particolare, si ottiene imponendo alle matrici in la seguente condizione:
per cui consideriamo le sole matrici ortogonali che preservano il volume positivo. Facendo ciò, escludiamo le matrici che implicavano un operazione di riflessione e quindi otteniamo le matrici di rotazione attorno ad un asse detto asse di rotazione.
Approfondiamo come mai questo è il caso, e cerchiamo di trovare una forma generalizzare che esprime in maniera semplice la rotazione di un certo angolo attorno ad un asse qualsiasi.
Dimostrazione
Vediamo nel dettaglio come mai lo spazio esprime le rotazioni. Per ogni matrice in , dato che ogni elemento dello spazio delle matrici ortogonali è unimodulare, varrà che gli autovalori hanno modulo unitario, cioè:
Inoltre, nello specifico per matrici vale:
E se è di ordine 3, vale:
per cui si può dire:
e quindi è un autovalore di . Dalle proprietà degli autovalori si avrà quindi:
per cui abbiamo 3 casi possibili:
-
. In questo caso si ha che la matrice equivale all’identità in quanto non trasforma lungo nessuno dei suoi autovettori, per cui siamo nel caso di rotazione nulla. Notiamo che se per assurdo fosse , significherebbe che l’autospazio associato a avrebbe dimensione , anzi . Infatti, significherebbe che potremmo completare la base dei 2 autovettori nell’autospazio con un terzo autovettore , e per le proprietà delle matrici diagonalizzabili sarebbe diagonale in tale base. Nello specifico, si avrebbero i coefficienti della matrice diagonale:
che per , altrimenti (visto che è unitaria per i suoi autovettori). Segue che sulla base (o su qualsiasi altra)
e questo va contro l’assunzione fatta (). Inoltre, cosa anche più importante, questo significa che per qualsiasi esiste un luogo dei punti che restano invariati, (l’autospazio di ) di dimensione 1, quindi una retta. Questa retta non sarà altro che l’asse di rotazione della trasformazione ;
-
. In questo caso si ha che la matrice equivale alla rotazione di attorno all’asse di rotazione, in quanto si ha capovolgimento sugli autovettori perpendicolari all’asse. In particolare, si ha che l’autospazio associato a ha dimensione . Questo si ricava dal fatto che l’autovettore associato a è perpendicolare all’autovettore associato a , in quanto:
Come prima, possiamo completare la base dei 2 autovettori nell’autospazio con un terzo autovettore . Secondo procedimenti analoghi a prima (vedere l’equazione per ), e visto che , si avrà che tale rotazione sulla base sarà:
dove è l’asse di rotazione e quindi come abbiamo detto la rotazione è di attorno a tale asse;
-
, con , e nello specifico , per cui complessivamente:
Visto che ad autovalori complessi coniugati corrispondono autovettori complessi coniugati, si avrà:
con , ortogonali a . Questo si ottiene dal fatto che , e quindi:
che uguagliando parti reali e immaginarie è:
che non sarà mai vero in quanto . Possiamo quindi porre la matrice di rotazione sulla base come:
sfruttando la forma canonica di matrici con autovalori complessi per il primo passaggio, e riportandoci alla forma in coordinate polari su angolo (il modulo è nullo in quanto si parla di autovalori di unimodulari) degli autovalori , .
Forma generale
Una volta trovata l’espressione della matrice di rotazione attorno all’asse sulla base , vediamo come effettuare un cambio di base dalle basi canoniche a queste per ricavare la matrice di rotazione attorno ad un asse qualsiasi. Notiamo che il metodo descritto viene implementato nel seguente Desmos.

Ciò che vogliamo calcolare è una matrice di rotazione che sia funzione di 2 parametri:
- L’asse di rotazione ;
- L’angolo di rotazione . Abbiamo già trovato la matrice che ruota attorno all’asse di un angolo , espressa sulla base :
L’obiettivo sarà quindi di:
- Trovare 2 vettori , ortogonali a ;
- Trovare la matrice di cambio di base , dalla base alla base ;
- Svolgere le composizioni fra , e in modo che si abbia: cioè la matrice di rotazione complessiva.
Vediamo quindi i passaggi in ordine:
- Quello di trovare una base ortogonale (cioè due vettori ortogonali , ) a partire da un dato asse è un problema largamente discusso nel campo dell’algebra lineare e della computer. Qui si è scelto di usare il metodo dovuto a Frisvad, 2012:
-
La matrice del cambio di base , una volta trovata la base ortogonale , è banale:
Notiamo che questa ha l’inversa facile, in quanto la base che rappresenta è ortogonale, per cui è ortogonale e vale:
cioè basta trasporre la matrice;
-
A questo punto siamo arrivati al risultato finale, in quanto basta prendere:
cioè la matrice di rotazione complessiva. Questa rappresenterà, come volevamo, la matrice di rotazione di un angolo attorno all’asse arbitrario .