Vediamo l’espressione della prima legge di Newton nella formulazione del moto vista in Equazioni del moto.

Un corpo in moto con velocità all’interno di un sistema di punti resta, se non gli viene applicata alcuna forza, nello stesso moto. In simboli:

Quest’espressione è naturalmente vera definito il vettore forza e assunto nullo. Abbiamo però che l’affermazione vale solamente se si considera un Sistema di riferimento inerziale.

Trasformazioni di Galileo

Consideriamo l’insieme delle trasformazioni affini dello spazio-tempo di Galileo:

visto in Spazio e tempo. Queste trasformazioni vengono dette trasformazioni di Galileo e rispettano le seguenti proprietà:

  1. Gli intervalli di tempo fra due eventi vengono conservati;
  2. L’orientazione fra eventi simultanei viene conservata;
  3. La distanza fra eventi simultanei viene conservata.

Notiamo che, fissato un certo sistema di riferimento , lo spazio di Galileo è isomorfo allo spazio:

per cui possiamo portare avanti i nostri calcoli vettoriali in senza preoccuparci dello spazio affine. Dal punto di vista matematico, quindi, i principi enunciati prima equivalgono a dire che ogni elemento è una trasformazione affine che può essere espressa come somma di:

  1. Il moto rettilineo uniforme con velocità :

  2. La traslazione dell’origine di uno scostamento spaziale e uno scostamento temporale :

  3. L’isometria spaziale attraverso una certa matrice , che appunto deve essere isometrica. Le matrici isometriche in sono le Matrici ortogonali, e quindi ne sceglieremo una appartenente ad :

Verifichiamo che la composizione di , e formano l’intero spazio delle trasformazioni affini che rispettano le condizioni richieste. Innanzitutto prendiamo la generica trasformazione affine dello spazio di Galileo :

che svolgendo i calcoli diventa:

  1. Se vogliamo mantenere costanti gli intervalli di tempo, non possiamo trasformare sulla base di né introdurre un fattore di scala, per cui in dovrà essere e (notiamo che va più che bene: questo ha implicazioni interessanti nella meccanica, cioè si può invertire il tempo);
  2. Se vogliamo mantenere la distanza fra eventi simultanei (punto 3 delle condizioni stabilite all’inizio di questo paragrafo), dovremmo avere che è un isometria, per cui diremo che appartiene all’insieme delle Matrici ortogonali;
  3. Siccome vogliamo conservare anche l’orientazione dello spazio (punto 2), data dalla scelta del sistema di riferimento, ci restringeremo alle trasformazioni con: cioè alle Matrici ortogonali con (che avevamo detto Matrici di rotazione).

Si verifica facilmente che l’insieme , col prodotto di composizione, è un sottogruppo del gruppo delle trasformazioni affini di , che chiameremo gruppo di Galileo.

Principio di relatività di Galileo

Possiamo estendere le trasformazioni di Galileo dello spazio dallo spazio dei vettori in a quello dei moti (a tal riguardo vedere Descrizione del moto) dei Sistemi di punti :

che fissato un sistema di riferimento diventa:

In questo le 3 componenti fondamentali delle trasformazioni di Galileo diventano:

  1. Il moto rettilineo uniforme con velocità :

  2. La traslazione dell’origine di uno scostamento spaziale e uno scostamento temporale :

  3. L’isometria spaziale attraverso una certa matrice :

Ricordiamo quindi le leggi di Newton del moto (viste in Equazioni del moto), che legavano forza , massa ed accelerazione dei punti del sistema:

Fra l’accelerazione di un corpo di massa all’interno di un sistema di punti e la forza che gli viene applicata al tempo , , vale la relazione:

Il principio di relatività di Galileo affermerà quindi che:

Principio di relatività di Galileo

Un sistema di riferimento inerziale è tale per cui le leggi di Newton sono invarianti alle trasformazioni di Galileo in .

Dove per invarianza ci riferiamo al fatto che le soluzioni della legge del moto di Newton sono invarianti alle trasformazioni in , cioè applicare una trasformazione ad una soluzione la porta in un’altra soluzione, o in simboli:

Notiamo che questo principio ha delle importanti importanti implicazioni per quanto riguarda l’espressione della forza stessa nella legge del moto di Newton. In particolare:

  1. La forza dovrà essere invariante nel tempo. Questo viene dal fatto che la seconda componente delle trasformazioni di Galileo rappresenta uno scostamento temporale , per cui dovrà valere:

    che è valido se non dipende da , cioè:

  2. La forza dovrà essere relativistica nello spazio. Questo significherà che gli argomenti di per una sua qualsiasi espressione potranno essere qualsiasi combinazione di posizioni e velocità relative ad, o in simboli:

    Questo dipende dal fatto che la prima componente delle trasformazioni di Galileo ci permette di introdurre una velocità qualsiasi, mentre la seconda ci permette di introdurre uno scostamento spaziale qualsiasi. Questo significa che se si assume una certo punto in moto inerziale, e un istante temporale arbitrario , si può applicare con la prima componente :

    e quindi ottenere in relazione a sulla velocità. Quindi, possiamo fare la stessa cosa con la seconda componente :

    cioè siamo riusciti ad esprimere in relazione al punto , in breve:

    Possiamo ripetere questo processo indeterminate volte per ottenere la prima equazione di questo paragrafo, e quindi prendere qualsiasi combinazione di velocità e posizioni relativi. Notiamo infine che la relazione rispetto ad un singolo punto all’interno di una formulazione equivale alla relazione rispetto ad arbitrari punti che variano, sempre all’interno della stessa formulazione . Questo funziona perché si può sempre esprimere tutto in funzione di un altro punto (diciamo ) che fa in qualche modo da ancora per tutte le altre velocità relative () e posizioni relative (). Questo è cementato dal fatto che:

  3. La forza dovrà essere isotropica, cioè invariante a rotazioni nello spazio:

    Questo deriva direttamente dalla terza componente delle trasformazioni di Galileo , in quanto una matrice di trasformazione dovrà potersi applicare sia all’espressione di che ai suoi argomenti, ovvero: